Stasera in tv Harry Potter e il Principe Mezzosangue: il capitolo più oscuro della saga con un segreto che Alan Rickman conosceva da sempre

In sintesi

  • 🧙‍♂️Harry Potter e il Principe Mezzosangue
  • 📺Italia 1, ore 21:25
  • 📖Il film racconta il sesto capitolo della saga di Harry Potter, segnando il passaggio dall’adolescenza all’età adulta dei protagonisti, tra misteri, rivelazioni sugli Horcrux e la crescente minaccia di Voldemort, con atmosfere più cupe e mature rispetto ai capitoli precedenti.

Harry Potter e il Principe Mezzosangue, David Yates, Daniel Radcliffe, Emma Watson e il mondo di J.K. Rowling tornano protagonisti della prima serata di oggi, venerdì 9 gennaio 2026. Italia 1 punta dritta al cuore dei fan con il sesto capitolo della saga, in onda alle 21:25, uno dei più affascinanti e discussi dell’intero franchise. Se stasera hai voglia di magia, nostalgia e atmosfere dark, questo è probabilmente il titolo perfetto.

Harry Potter: cosa ci aspetta stasera, un capitolo chiave, cupo e sorprendente

“Harry Potter e il Principe Mezzosangue” è quel film che divide i fan: chi lo ama lo considera uno dei più maturi della saga, chi lo critica avrebbe voluto più azione e più fedeltà al romanzo. Ma una cosa è certa: è il capitolo che segna il punto di non ritorno. Le luci si abbassano, il pericolo entra a Hogwarts e il racconto diventa un vero e proprio preludio alla guerra finale.

David Yates, ormai padrone dello stile visivo potteriano, sceglie una palette desaturata che spinge l’estetica verso il thriller psicologico più che verso la favola fantasy dei primi anni. Il mondo magico non è più un rifugio: è fragile, violato, osservato dai Mangiamorte che agiscono senza freni anche nel mondo dei babbani.

La trama di questa sera ruota attorno a tre grandi pilastri: l’identità del misterioso Principe Mezzosangue, la missione di Silente per scoprire i segreti dell’immortalità di Voldemort e la spirale discendente di Draco Malfoy, forse l’arco narrativo più riuscito e inquietante di tutto il film. Tom Felton offre una performance sorprendente, fatta di sguardi sfuggenti e fratture interiori, quasi da piccolo Macbeth destinato a un compito più grande di lui.

Harry Potter e i motivi per cui vale la pena rivederlo (o recuperarlo)

In questo capitolo, la saga abbandona definitivamente l’infanzia. Lo si vede nel dolore che Harry ancora porta dentro dopo Sirius, nella vulnerabilità di Silente, nella tensione crescente della scuola, e perfino nella gestione delle dinamiche amorose, più mature e meno da “commedia scolastica”. Le relazioni diventano parte della metamorfosi emotiva dei protagonisti, non semplici intermezzi.

Ma il vero cuore del film sta nella rivelazione degli Horcrux. È la svolta narrativa che spiega la mostruosità di Voldemort con un dettaglio che ha quasi un sapore folkloristico: l’anima spezzata in pezzi, occultata negli oggetti più impensati. Un’idea che oggi diamo per scontata, ma che all’epoca dell’uscita rappresentò una delle invenzioni fantasy più forti del decennio. E che influenzò pesantemente il modo di raccontare i villain nell’immaginario pop degli anni successivi.

Va detto: il film non è perfetto. Il ritmo a tratti è disomogeneo, alcune parti del romanzo sono state ridotte all’osso, e il famigerato attacco finale al castello, molto amato dai lettori, qui viene sacrificato. Ma la forza emotiva delle scene chiave resta intatta: l’identità del Principe, il bagno con Draco, la caverna degli Inferi e la morte di Silente sono momenti scolpiti nella memoria collettiva.

Ed è proprio la morte di Silente la scena che conferma la grandezza di Alan Rickman. Sapere oggi che l’attore conosceva in anticipo il vero arco narrativo di Piton rende ogni suo sguardo, ogni micro-esitazione, quasi ipnotica. È recitazione costruita con un livello di consapevolezza rara nel cinema mainstream.

  • Su Italia 1 HD alle 21:25
  • Durata complessiva: 200 minuti, ideale per una serata di immersione totale

Curiosità nerd che rendono la visione ancora più gustosa

Per gli appassionati più attenti, questo film è una miniera di dettagli interessanti. Il libro del Principe è un prop iconico: tutte le annotazioni sono state scritte a mano con calligrafie diverse, realizzate appositamente per riflettere la personalità metodica e cupa di Piton. La scena dell’attacco alla Tana non esiste nel romanzo, ma fu voluta da Yates per aumentare la percezione del pericolo fuori Hogwarts. E, forse la cosa più sfiziosa, Rowling confessò di aver consegnato a Rickman alcuni segreti fondamentali del personaggio già durante i primi film: tutto ciò che vediamo qui è il frutto di un piano interpretativo a lungo termine.

Rivedere oggi Il Principe Mezzosangue significa guardare la saga con occhi più adulti. È il film che chiude l’era “Hogwarts” prima del grande viaggio dei Doni della Morte, quello che scava nel male per capire la sua origine, che mostra il mondo magico mentre perde la sua innocenza. E, soprattutto, è un capitolo che continua a parlare a generazioni diverse, perché è la storia di un ragazzo che cresce nel dolore e della scelta di opporsi al buio, anche quando nessuno sembra più al sicuro.

Una serata perfetta per tornare nel castello più amato del cinema… ma stavolta con il brivido che qualcosa di enorme sta per cambiare per sempre.

Qual è il momento più iconico del Principe Mezzosangue?
La morte di Silente
La caverna degli Inferi
Il bagno con Draco
La rivelazione del Principe
L'attacco alla Tana

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