In sintesi
- 🎬 A Testa Alta – Il Coraggio di una Donna
- 📺 Canale 5, ore 21:20
- 📝 Una fiction intensa con Sabrina Ferilli nei panni di una preside la cui vita viene sconvolta dalla diffusione di un video intimo senza consenso; la serie affronta il tema attuale del revenge porn e le sue ripercussioni sociali, familiari e personali, con un cast corale e una regia moderna.
A Testa Alta – Il Coraggio di una Donna, Sabrina Ferilli, Canale 5: tre entità potentissime per chi ama la grande fiction italiana ed è in cerca di un prime time ricco di emozioni. La prima serata di oggi, mercoledì 7 gennaio 2026, mette sul tavolo una proposta che profuma di evento: l’esordio della nuova serie Mediaset con una Sabrina Ferilli combattiva, attualissima e più incisiva che mai.
A Testa Alta – Il Coraggio di una Donna e Sabrina Ferilli: cosa ci aspetta stasera in TV
Canale 5 alle 21.20 accende i riflettori su A Testa Alta – Il Coraggio di una Donna, una storia costruita su tre puntate (stasera debutta la prima, 54 minuti), che affronta uno dei temi più urgenti e discussi degli ultimi anni: il revenge porn. Ed è affascinante notare come la serie scelga di affidare questo peso narrativo a un’attrice come Sabrina Ferilli, da sempre associata a figure di forza, ironia e umanità. Qui interpreta Virginia Terzi, preside di un liceo in un piccolo borgo sul lago, donna stimata, brillante, appena premiata per il progetto sociale “A Testa Alta”.
La sua vita sembra scorrere su un binario perfetto finché un video intimo, diffuso senza consenso, la travolge a una velocità tipicamente digitale: immediata, spietata, virale. La fiction sceglie di raccontare non solo lo scandalo ma anche la fragilità del tessuto sociale che lo circonda: la famiglia che si spezza, il moralismo della comunità, la morbosa attenzione dei media. Il tutto attraversato da un ritmo emotivo che richiama le migliori produzioni italiane degli ultimi anni, ma con quella sfumatura di tensione etica che solo certe storie contemporanee riescono a portare in TV.
Sabrina Ferilli e un ruolo da “ritorno in cattedra” in A Testa Alta
I fan della Ferilli riconosceranno subito la cifra del personaggio: una donna che incassa, soffre, ma resta salda. Ed è interessante vedere come l’attrice si metta al servizio di una trama che non la glorifica, ma la espone in tutta la sua vulnerabilità. È un ritorno in fiction Mediaset molto atteso, soprattutto perché inserito in un contesto competitivo: nei prossimi giorni, infatti, la Rai proporrà un’altra serie con una preside protagonista. L’impressione è che Ferilli abbia scelto proprio questa storia per ribadire la sua centralità nella serialità popolare italiana, ma con un tema finalmente allineato ai discorsi culturali del presente.
A fare da contrappunto alla sua performance troviamo un cast calibrato: Gioia Spaziani in grande forma nei panni della sorella poliziotta, Fabrizio Ferracane nel ruolo del marito emotivamente ambiguo, Raniero Monaco di Lapio come l’uomo che nel video compromettente appare accanto a Virginia. Le dinamiche tra questi personaggi sono costruite con un realismo sorprendente, e il merito va anche alla sceneggiatura firmata da Curcio, Nobile, Senzacqua e Marchesini.
E poi c’è lo sguardo registico di Giacomo Martelli: sobrio, moderno, attento al gesto più che alla retorica. Un punto di vista che fa la differenza in una storia che rischia costantemente di cadere nel melodramma, ma non lo fa.
- Il tema del revenge porn è trattato senza scivolare nell’esagerazione o nella pornografia del dolore.
- Le ambientazioni lacustri aggiungono una quiete che contrasta con la violenza digitale della trama.
Un contrasto studiato, quasi da thriller emotivo, che ricorda certe produzioni europee dove il paesaggio non è sfondo ma commento.
Un impatto culturale che va oltre la fiction
La cosa più interessante di A Testa Alta sta forse nel suo potenziale culturale. Non tanto per la trama – che è fiction, non storia vera – quanto per il modo in cui si aggancia a un fenomeno sociale ben reale e drammaticamente diffuso. Dal 2021 il revenge porn è un reato, ma la narrativa mainstream italiana non l’ha affrontato spesso con un punto di vista adulto, non adolescenziale. Qui abbiamo una donna matura, autorevole, madre, figura pubblica: la “caduta” sociale non deriva dal contenuto del video ma dal pregiudizio verso chi occupa ruoli di responsabilità.
Per lo spettatore più nerd, poi, ci sono chicche da apprezzare: la struttura narrativa a incastri, il simbolismo del progetto A Testa Alta, la contrapposizione tra le due coppie giovani (Rocco–Nina vs Alex–Nina), che sembra quasi un’eco dei teen drama in stile europeo, ma con un piglio tutto italiano.
E, da purista della serialità, aggiungo un dettaglio gustoso: i 54 minuti del primo episodio ricordano la durata “internazionale” delle serie da esportazione. Un segnale che Mediaset sta strizzando l’occhio a standard più moderni, lasciandosi alle spalle i vecchi formati da 80 minuti.
Stasera, dunque, Canale 5 offre una proposta non solo solida ma perfettamente sintonizzata sulla sensibilità contemporanea, con un cast affiatato e una protagonista che sa reggere sulle spalle una storia così complessa. Chi ama le fiction forti, attuali, emotivamente articolate, farà bene a non perdersela.
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